Al Parioli sono in arrivo tanti «Figli di Befana»
«Che grandi figli di befana». è il titolo dello spettacolo de «I Ditelo voi», in scena dal 16 al 19 ottobre al Parioli. Lo spettacolo è diretto e interpretato da Francesco Di Fraia, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante. La rappresentazione mette in scena personaggi dalle sembianze fumettistiche: i Pulp, tre killer imbranati che non riusciranno mai ad ammazzare nessuno. In scena anche tre cartoni animati, appena usciti dalla parodia dei film di Tarantino, con tre soprannomi che ben descrivono le loro caratteristiche fisiche. Sul palco tre dissacranti preti, o meglio due preti e un vescovo. Padre Eminem darà sfogo al suo strano vizio: quello di schiaffeggiare i suoi preti preferiti, Fra Capucchione e Frallalero. I tre discutibili religiosi si faranno amare da tutti, bambini e adulti, a colpi di frustate, battute e schiaffoni.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297799
inchiesta: la doppia faccia della pubblica amministrazione
da CataniaPuntuali nelle consegne dei report, bravi a non accumulare troppi ritardi, moderatamente esperti nell’utilizzare la tecnologia e precisi nel compilare le schede richieste. Bastava possedere questi requisiti ai dirigenti del comune di Catania – 65 in tutto – e intascare puntualmente ogni anno, a dicembre, un premio produzione che variava dai 13 ai 17mila euro. Il 40 per cento del netto dello stipendio. Ammontano a tanto i premi per i dirigenti, due milioni di euro accantonati solo per il 2006 che hanno fatto gridare allo scandalo, proprio mentre i netturbini spargevano la spazzatura in piazza Duomo al culmine della protesta per il mancato pagamento di due mensilità dello stipendio. Uno scandalo che è costato l’incarico al capo del personale Carmelo Reale, e ha acceso i riflettori della magistratura che ha avviato un’inchiesta, affidata dal procuratore d’Agata al sostituto Alessandra Chiavegatti. Gli atti sequestrati dalla Guardia di finanza hanno portato alla ribalta i meccanismi con cui si assegnava denaro, forse con troppa disinvoltura, sotto formula di premi produzione al raggiungimento degli obiettivi. Un particolare però è subito saltato agli occhi degli investigatori delle Fiamme gialle: gli obiettivi raggiunti negli anni 2005 e 2006 sono stati assegnati d’ufficio perché gli amministratori non hanno fatto o hanno fatto solo a fine anno il piano di gestione, uno strumento che a gennaio fissa i criteri che devono essere seguiti.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297625
I sindacati si fermano contro Gelmini: sarà una manifestazione storica – Sindacale
Il prossimo 30 ottobre i lavoratori della scuola saranno in sciopero e scenderanno in piazza: ad annunciarlo, dopo che al ministero dell’Istruzione andava a vuoto anche il tentativo estremo di conciliazione con la parte pubblica, sono stati i maggiori sindacati del comparto istruzione. Superati i dissidi delle ultime settimane, a seguito dei diversi orientamenti assunti dai segretari generali, in particolare di Cgil e Cisl, i sindacati della scuola ritrovano la compattezza e optano per la soluzione unitaria: per la prima volta dopo diversi anni Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda (che assieme raccolgono oltre il 90% delle tessere del settore istruzione) si ritroveranno fianco a fianco a Roma per una manifestazione che per il leader della Gilda, Rino Di Meglio, «sarà storica». Dello stesso parere Domenico Papaleo, neo-segretario della Flc-Cgil, secondo il quale «erano decenni che le sigle sindacali della scuola non proclamavano unitariamente uno sciopero generale». Una protesta, ha sottolineato Papaleo, che vuole contrastare la politica del governo sia per il metodo adottato («a colpi di decreti legge che intendono distruggere la funzione del sindacato») che per il merito («tagli drastici, riduzioni di ore, chiusure di istituti e tanti altri provvedimenti costituiscono una seria minaccia alla qualità della scuola pubblica»). Motivazioni che non trovano però d’accordo il ministro Gelmini, che dopo aver incassato l’approvazione della Camera per il dl 137, dichiara di non comprendere «i motivi dello sciopero: non credo – ha dichiarato il ministro – che scendere in piazza possa portare un vantaggio alle famiglie o agli insegnanti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79793
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