Lite Alibaba-Yahoo: la Cina vuole il controllo delle sue aziende online
I fatti non sono del tutto chiari, ancora, e parlano di un giro di azioni che lascia un po’ perplessi: Yahoo deteneva fino allo scorso anno una quota del 40% di , un clone di Pay Pal sotto Alibaba, ma si è appena accorta che questa quota è stata trasferita, apparentemente a sua insaputa, a un’azienda del direttore di Alibaba, Jack Ma, di cui Yahoo sostiene di non sapere nulla.
L’azienda Alibaba, con sede nella città costiera di Hangzhou, uno dei motori della new economy cinese, e capitanata da Jack Ma, infatti, per quanto potente sia a livello nazionale ha un tallone d’Achille che di nuovo la rende vulnerabile: malgrado i frequenti toni nazionalistici e un po’ protezionistici, Alibaba è detenuta a più del 70 % da aziende straniere, l’americana Yahoo, e la giapponese(33%), che avevano investito nel gruppo di Hangzhou quando era ancora appena neonato.
Questo però consente ad aziende nazionali di sviluppare indisturbate dei cloni di tutti i grossi portali internazionali, senza nemmeno doversi dare la pena di inventare nulla, ma protetta da un governo che sa di poter controllare con maggior facilità dei server nazionali che non hanno vie d’uscita, che non dei colossi internazionali che potrebbero, come fece Google lo scorso anno, decidere di lasciare la Cina per non sottostare al regime censorio.
Dunque, malgrado le due parti abbiano ripetuto di star cercando un accordo, è chiaro che i problemi sono ancora irrisolti, e che le tensioni fra il web cinese e gli investitori internazionali, desiderosi di avere accesso a una fetta di questo mercato incandescente, ma poco benvenuti da regolatori affamati di controlli, sono lontane dal tramontare.
Fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9041&ID_sezione=38&sezione=
Amt e i tagli, così cambiano linee e percorsi degli autobus
Intanto dopo la comunicazione del socio di minoranza Ratp Dev di esercitare l’opzione di vendita delle proprie azioni (preambolo di un possibile divorzio con tanto di ritiro di 22 milioni di euro), il colosso francese e il Comune di Genova in una nota congiunta giurano che l’amore non è finito.
«Le leggi attualmente vigenti, il contratto di servizio esistente ed il quadro economico del settore del trasporto pubblico locale, non rendono possibile ed opportuno prorogare la durata del contratto in essere – spiega Ratp in un comunicato – Per ripartire su basi nuove ed attuare politiche industriali che consentano di superare le difficoltà economiche ed operative, è opportuno che il Comune di Genova possa impostare una nuova gara.
Vogliamo parlare dei 35 che partono dal capolinea di Via Vannucci a volte a gruppi di 2 o 3 manco dovessero fare una gara e che arrivano allo stesso capolinea a gruppi di 3 o 4 o (l’ho visto coi miei occhi) 5 autobus uno in fila all’altra…sembrava facessero un granpremio…sì il GP DEL 35 in Via Vannucci!!Alla grande, bravi gestori dell’AMT voi si che sapete cosa significa la parola EFFICIENZA!!!!
Per lo stesso motivo usa la tua casella di mail che sei certo funzionare: una volta effettuata la registrazione ti sarà inviata una email di conferma con un un link di attivazione.
Fonte:
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/03/31/AOJH11I-cambiano_percorsi_autobus.shtml
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